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12 Gennaio 2010
Posted in
News Vela Reale

Finalmente il porto America's Cup di Valencia torna a vivere. Il catamarano di Alinghi e il trimarano di BMW Oracle Racing sono infatti arrivati quasi in simultanea a Valencia.
E le base brulicano di vita. Un'enorme gru svetta dalla base del defender. Nel piazzale dove solo pochi mesi fa le macchine di F1 scalavano le marce per affrontare una doppia chicane, ora è allestita una mega tenda bianca che ospita il multiscafo svizzero. Enormi fari illuminano il piazzale per consentire le operazioni in notturna. Il negozio è illuminato e la zona interattiva, al piano terra della base svizzera, sta per essere messa in funziona a giudicare dalle persone che armeggiano all'interno. Strani rumori di seghe arrivano dalla tenda che ospita la barca di Alinghi.
E da Oracle? Nessuna gru. Nessuna tenda. Nessuna barca ma un affollato gruppetto di giornalisti che aspettano la conferenza stampa. E il trimarano? "Per problemi logistici il trimarano BOR90 è ospitato in una tenda nel porto commerciale di Valencia" spiega Jimmy Spithill, timoniere del trimarano statunitense "dove procedono i lavori di assemblaggio dell'ala rigida e di allestimento della barca". Tra una settimana il trimarano americano dovrebbe essere pronto e messo in acqua per iniziare gli allenamenti nelle acque Valenciane. Il messaggio è chiaro. Per vedere da vicino il "mostro" stelle e strisce bisognerà andare al porto commerciale (quando sarà permesso. Infatti per ora è off limits). "Entrare nel canale e nella darsena con la wing è un rischio altissimo per l'equipaggio e per la barca. Un rischio che non vogliamo correre; e se anche riuscissimo ad entrare c'è il rischio di non poter uscire e non arrivare sulla linea di partenza". Continua Spithill. "Nessun regatante e velista si azzarderebbe ad entrare con le vele issate in porto. Tanto meno Alinghi lo farà. Inoltre per ormeggiare la barca alla boa abbiamo bisogno di almeno di 150 metri di raggio". E già!!! le vele di Alinghi.



